ASSEMBLEA INFINITA

Il QUARTO CAPITOLO di C.R.I.S.I. è stato la mise en scene di una “assemblea” che si è tenuta nello spazio pubblico di Piazza Verdi e si è basata sulle premessa:  “L’assemblea è divenuta la rappresentazione di un’Assemblea… Dunque, se si rappresenta un’Assemblea, può questa divenire una vera e propria Assemblea?”

1) In tempi di crisi i significati della rappresentazione e della partecipazione delle persone sono in tensione, posti in discussione e dibattuti. La crisi, in modo variegato e complesso, riguarda anche i modelli rappresentativi: talvolta sono costruiti a partire dai propri stereotipi, talvolta emergono dalla memoria e dalla storia, e talvolta sono esperienze che rinnovano il senso della democrazia e la sua rappresentazione sociale.

2) Oggi, che l’effettività di tali modelli di rappresentazione partecipativa assume un ruolo di primo piano, l’ASSEMBLEA INFINITA diviene un atto di rievocazione basato sulla memoria e sul racconto orale, performance ed altri dispositivi di immaginazione sociale. È un readymade sociale, una mise en scene di un’”assemblea”, in cui i “partecipanti” sono reali, ma “agiscono” quali rappresentazioni sociali di sé. L’opera consiste dunque in un esercizio di ripetizione; riattualizzando alcune reminescenze dai mitologici anni ’70 per poi saltare al presente con il fine di attivare l’immaginazione sociale di un possibile futuro comune (o no).

3) PIAZZA VERDI è uno scenario sociale che può vantare una lunga storia di incontri e assemblee, che tuttora persistono con tutta la potenza simbolica del caso. È uno spazio pubblico e comune dove centinaia di persone (tutti coloro che partecipano in discussioni politiche e sociali ma anche tutti coloro che non partecipano) si incontrano ogni giorno. Allo stesso tempo, Piazza Verdi rappresenta anche il luogo del cosiddetto “degrado”, categoria utilizzata dai media per descrivere gli effetti della vita sociale giovanile a Bologna.

4) È stata sviluppata in due sessioni: la prima è quella del LABORATORIO ERRORISTA: NO WORK – NO SHOP.Questo laboratorio è stato svolto in una tre giorni di assemblea permanente, improvvisazione, e prova teatrale in cui il collettivo di collettivi ha discusso i temi ed i concetti che ruotano attorno all’essere rappresentati in Piazza Verdi. In questi incontri i partecipanti si sono esercitati a diventare Attori-cidi (ovvero, “suicidarsi davanti alla propria forma rappresentativa: gli stereotipi”) attraverso un training errorista per rimanere pronti ad invertire (e modificare) il proprio ruolo passivo di spettatore in un ruolo attivo di Spett-attore. Il laboratorio ha coinvolto singoli individui e iniziative collettive all’interno di uno spazio di discussione, dibattito, (ri)creazione, produzione di sceneggiature, personaggi e scenografie. I laboratori sono stati coordinati con l’organizzazione HOBO  (Laboratorio dei Saperi Comuni) e condotti in collaborazione con l’associazione culturale OLTRE  presso la sua sede.

L’ASSEMBLEA INFINITA si è svolta come assemblea aperta nello spazio pubblico di Piazza Verdi, dentro il quale artisti, attivisti, studenti e passanti si sono uniti all’incontro e sono intervenuti nella performance partecipativa. I sei protagonisti sono stati: C.S.I, Collettivo Senza Identità (Costanza Acquisti), ORGANIZZATORE DI EVENTI, (Cosimo Vestita), “1977” (Pietro Botte), CULTURAL RESEARCHER (Dorian Batycka), STUDENTE FOURI SEDE (Antonio Tufano), COMITATO ANTI-DEGRADO (Ariela Maggi), MODERATORE (Piergiuseppe Francione).

Pubblicazione del quarto capitolo in formato PDF con testi di Federico Zukerfeld and Loreto Garin Guzman ,Gerald Raunig, Galit Eilat, Oda Projesi, HOBO, Julia Draganovich & Claudia Löffelholz, Etcetera…

Scaricare o leggere qui.

“Il Teatro Errorista non inventa scenari fittizi o convenzioni unilaterali. Si rivolge agli scenari sociali e si appropria di essi, rielaborandoli sulla scena. Non è importante la distinzione fra chi recita e chi osserva: la drammaturgia si fonda sulla successione e simultaneità di errori. Qui non ci sono test: l’azione drammatica emerge dalla mappa di errori della vita”. MANIFESTO ERRORISTA 2005

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